Ministro, lei concede questa intervista a noi della "sinistra per male"?
(Renato Brunetta sorride) "Ma voi non siete per male!"
(Insisto) Per malissimo, direi, dal suo punto di vista.
"E lei che ne sa del mio punto di vista? Non prendete soldi dallo Stato, fate lotta-dura-senza-paura, siete mille volte meglio di tanti ipocriti assistiti che campano di sussidi".
Siamo tecnicamente antiberlusconiani.
"E chi se ne frega! È libertà di opinione, ci mancherebbe".
Il ministro mi riceve nel suo ufficio. Bella stanza, tavolone immenso, un grande modellino: una Ferrari rossa. Lui spiega: "La Ferrari per me è l'Italia migliore. L'Italia che vince, l'Italia che piace". Nel giorno della sentenza sul Lodo Alfano, Brunetta stupisce almeno due volte. La prima quando dice: "Quello che decide la Consulta è fisiologia del sistema democratico. L'unico giudice su chi governa sono comunque gli elettori". La seconda quando aggiunge: "Sono stato il primo a parlare di golpe. Mi hanno dato del matto... Ora nel centrodestra si svegliano". Secondo lei è in atto un golpe contro il centrodestra? "Oh sì. Lodo o non lodo, il tentativo di rovesciare il risultato elettorale è in atto". Ma il ragionamento di Brunetta parte da più lontano.